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Pavo cristatus
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Il mwcqpavone reale o mwcgpavone blu, anche noto come mwcwpavone indiano (mwdaPavo cristatus mwdqLinnaeus, 1758), è un mwdguccello appartenente alla mwdwfamiglia dei mweaFasianidi.cite-ref-ioc-2-0[2]

Originario delle foreste dell'mwfgIndia, era già noto all'mwfwantica Grecia. I mwgaRomani lo allevavano sia per la sua bellezza che per la prelibatezza di carni e uova.

Contents

Ibridi
Razze
Note

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Descrizione

La mwoalivrea di questi uccelli è uno dei casi più rappresentativi di mwoqdimorfismo sessuale: la testa e il collo del maschio sono ricoperte di piume blu elettrico dai riflessi metallici. La zona intorno all'occhio è nuda, con pelle bianca interrotta da una striscia nera. Sulla nuca compaiono alcune penne nude a formare un elegante ciuffo. Il petto e il dorso sono coperti da grandi piume blu-verdi metallizzate; le ali sono bianche marezzate di nero mentre i fianchi sono giallo-arancione. La caratteristica più evidente del pavone maschio consiste tuttavia nelle copritrici del groppone, abnormemente sviluppate in lunghezza (fino a 200mwog cm). In ognuna di queste penne, spesso a torto ritenute penne della coda (timoniere), lo sviluppo delle barbe non è costante per tutta la lunghezza; al contrario, all'estremità si allargano a formare una "paletta" con la tipica, vistosa macchia a forma di occhio. Tali penne, molto leggere a dispetto delle dimensioni, non sono affatto erettili: il loro sollevamento nella parata nuziale, durante la quale il maschio effettua una mostra ostentativa ("ruota") è dovuto in realtà all'erezione delle timoniere, che costituiscono la vera coda, molto simile alla breve coda quadrata delle femmine. Questa coda, solitamente nascosta sotto le penne ornamentali, diventa facilmente visibile durante il dispiegamento, osservando il pavone da dietro.

La femmina ha la testa bianca e bruna decorata dal ciuffo di penne sulla nuca. Il collo e il petto sono verde metallico e bruno. I fianchi e il ventre sono biancastri, macchiati di bruno. Anche le ali sono brune e marezzate di nero, così come la coda.

Biologia

In natura, il pavone ha un comportamento simile al mwpggallo cedrone, con accoppiamenti poligami in cui ogni maschio ha un harem di 4-5 femmine. Le femmine, in primavera, depongono dalle 4 alle 9 uova; la cova ha una durata media di 4 settimane e i pulcini nascono già abili e in grado di seguire la madre in cerca di cibo. La capacità di volare di quest'uccello è limitata per lo più a brevi decolli come metodo di fuga ma, nonostante questo, è in grado di raggiungere facilmente il tetto di una casa di tre piani. Per il resto del tempo il pavone è un uccello camminatore, pari al mwpwfagiano. L'allevamento del pavone è facile da condurre, poiché se tenuto in cattività rivela un comportamento simile al mwqapollo, tuttavia si rende necessario fornirlo di una voliera molto grande (sono infatti uccelli di grande taglia e ingombro) e chiusa da rete robusta anche superiormente, data la facilità con cui riesce a superare gli ostacoli anche più alti. L'allevamento di questi uccelli è inoltre facilitato dalla loro dieta, ricca di granaglie e sostanzialmente identica alla dieta dei polli.

Il pavone in cattività vive mediamente fino a 23 anni, ma la sua sopravvivenza in habitat selvatico è stimata intorno ai 15 anni.cite-ref-3[3]cite-ref-4[4]

Tassonomia

Specie simili

Nell'area dell'mwtqarcipelago malese e in mwtgIndocina si riscontra l'endemico mwtwmwuaPavo muticus, noto anche come pavone verde.

Ibridi

Il pavone può dar luogo a mwuwibridi con la mwvagallina faraona (mwvqNumida meleagris × Pavo cristatus)cite-ref-5[5]cite-ref-6[6].

Razze

Nel corso degli anni sono state selezionate numerose mwyarazze d'allevamento:cite-ref-7[7]cite-ref-8[8]

• Pavone dalle ali nere (mwawPavo cristatus var. mwbanigripennis): mutazione del pavone comune selezionata in Inghilterra intorno alla metà dell'Ottocento. Il maschio ha collo e petto di un colore blu più intenso; le ali sono nere con sfumature blu. Le femmine hanno un piumaggio biancastro con spruzzi verdi sul collo e sulla parte superiore del corpo.
• Pavone bianco: mantello completamente bianco, in cui la coda del maschio assomiglia a uno splendido pizzo. Punto debole di questa varietà è l'eccessiva consanguineità, che la rende sensibile alle malattie e al clima instabile.cite-ref-9[9]
• Pavone pezzato (o Pavone arlecchino): questa razza è stata ottenuta incrociando il pavone dalle ali nere con il pavone bianco. La livrea è simile a quella del pavone comune ma intervallata da chiazze bianche di varie dimensioni su tutto il corpo

Simbologia

Età antica

Nella mwegmitologia greca e in mwewquella romana, il pavone era simbolo della dea mwfaEra/mwfqGiunone, a causa del mwfgmito di Argo: il piumaggio della coda del pavone maschio deriverebbe dal gigante mwfwArgo Panoptes, un essere dotato di cento occhi. Alla sua morte per mano di mwgaErmes, Era avrebbe posto i suoi occhi sulla coda del suo animale sacro per omaggiarne il sacrificio. Scrive mwgqOvidio nelle mwggmwgwMetamorfosi:

«Argo, tu giaci disteso; e la luce, che dentro tant'occhi

ti scintillava una volta s'è spenta del tutto! La notte,

unica notte perenne ricopre i tuoi occhi infiniti!

Ma li raccoglie Giunone e li colloca sovra le penne

del suo pavone, a cui empie la coda di gemme stellanti

[...] Gli dei del mare acconsentirono. E Giunone risalì nel cielo

limpido sull'agile carro trainato da pavoni screziati,

screziati solo di recente, da quando era morto Argo,

come di recente tu, che prima eri candido, corvo loquace,

ti sei visto tutt'a un tratto mutare le ali in nere

più superba del pavone che si gonfia, più furiosa del fuoco»


Medioevo

Nella tradizione cristiana, a seconda dei contesti, ha vari significati. In generale, comunque, si può dire che il pavone ha senz'altro un notevole valore simbolico e che fu uno dei segni più ricorrenti e fortunati dell'mwlgarte romanicacite-ref-bisconti-10-0[10].

Cielo stellato

Secondo la tradizione più antica, che arrivò in Europa dall'India, il pavone, con gli occhi e il colore della sua splendida coda, evoca il cielo stellato e quindi il luogo che accoglie il defunto nella sua mwngapoteosicite-ref-bisconti-10-1[10].

Immortalità

Collegato al significato di cielo stellato, il pavone può anche essere simbolo di immortalità e di Cristo stesso, in quanto si credeva che le carni dell'animale, dopo la morte, non si deteriorassero. Anche mwpgAgostino di Ippona riferisce che alla carne di pavone "fu concesso di non putrefarsi"cite-ref-11[11] Per questo motivo le sue raffigurazioni sono state ritrovate numerose nelle catacombe di Romacite-ref-12[12]). Quando poi si trovano due pavoni affrontati con al centro un mwrwmwsacantharoscite-ref-13[13] o una croce, essi simboleggiano anche più chiaramente le anime dei defunticite-ref-bisconti-10-2[10], che non abbandonano mai la fonte sacra della vita. Sui sigilli mistici del Medioevo, dove si vedono due pavoni che piluccano i frutti dell'Albero della vita, il pavone assume lo stesso significato. I due pavoni affrontati sono presenti anche nella cultura irano-sasanide, egiziana, persiana e indiana; l'origine è forse proprio indianacite-ref-14[14].

Resurrezione

In base alla credenza secondo la quale il pavone perde ogni anno in autunno le penne che rinascono in primavera, l'animale può essere anche simbolo della rinascita spirituale e quindi della resurrezione. Inoltre i suoi mille occhi sono stati considerati emblema dell'onniscienza di Diocite-ref-15[15]. Anche mwxasant'Antonio di Padova parla del pavone in questo sensocite-ref-16[16] Alcuni santi hanno nella loro iconografia un pavone: san Liborio, San Guntero.

Umiltà

Quando è raffigurato con la coda abbassata e chiusa, il pavone, oltre a significati anzidetti, rappresenta anche l'umiltà, ricordando chi, non dando importanza all'esteriorità, vuole dedicare la propria vita a ciò che veramente ha un valore eternocite-ref-17[17]. Con un percorso logico affine, il pavone arriva a rappresentare la negazione della superbiacite-ref-18[18] e della vanità. Spesso due pavoni con coda abbassata sono raffigurati in modo speculare e con una fontana o un vaso al centro, come nelle mw1acatacombe paleocristiane e nei tessuti ecclesiastici. Anche in mw1qaraldica, il pavone con coda abbassata e chiusa è simbolo di umiltàcite-ref-19[19].

Vanità

Nel mw3qmw3gPhysiologus, prototipo dei mw3wbestiari medievali, il pavone, ma raffigurato con la coda aperta, ha lo stesso significato che gli attribuisce il linguaggio comune oggi, ossia la vanità, la superbia, l'ipocrisia, la vanagloria; in questo antico testo si dice infatti che il pavone gironzola, prova piacere a guardarsi, si esibisce e si guarda attorno con superbia. quando però osserva le proprie zampe, non può che lanciare un grido di rabbia, perché esse non corrispondono affatto al suo aspettocite-ref-20[20]. Segue e sostanzia l'opinione espressa nel mw5aPhysiolus anche mw5qCecco d'Ascoli, che scrive: mw5gGode di sua bellezza nella rota, / guardandosi a li piè prende tristezza / e allegreza da lui sta remota. / Voce maligna, capo di serpente, / le penne pare angelica bellezza, / li passi del ladrone e frodolentecite-ref-21[21]

Nell'alchimia

Nell'alchimia, il pavone è simbolo di totalità perché nella sua coda sono riuniti tutti i colori. La mw7gmw7wcauda pavonis raffigura il gioco di colori che può sorgere subito dopo la mw8amw8qnigredo nel corso del mw8gmw8wmagnum opus alchemicocite-ref-22[22].

Nelle cerimonie cavalleresche

Seguendo l'etica mw-wcavalleresca i voti più solenni erano prestati sul mw-apavone.cite-ref-23[23]cite-ref-24[24]

Nella religione

Melek Ṭāʾūs, noto anche come "L'mwaqgangelo pavone" (mwaqkin arabo ملك طاووس‎?, Malik Ṭāʾūs) è la figura centrale per la religione degli mwaqoYazidi. Gli mwaqsYazidi affermano che il loro dio è "il demone primo" delle altre religioni e hanno il divieto di pronunciarne la parola per la convinzione che nominare Dio sia blasfemo. Secondo il linguista curdo Jamal Nebez, la parola "Ṭāʾūs" potrebbe derivare dal mwaqwgreco ed essere collegata a "Zeus" e "Theos", vale a dire "dio". Melek Ta'us diventerebbe "mwaq0Angelo di Dio", e la cosa sembrerebbe confermata dal fatto che gli stessi Yazidi vedono Melek Ṭāʾūs o Ṭāʾūs-e Melek (mwaq4کوردیپێدیا - هاوڕێ باخەوان mwaq8Archiviato il 25 maggio 2006 in Internet Archive. pag. 21) come un'mwareipostasi divina.

Appare probabile il diretto collegamento etimologico del nome Ta'us con la parola greca ταως , che vuol dire pavone; tale proposta etimologica documenterebbe la formazione di questo culto in epoca pre-islamica ed in un contesto di sincretismo culturale tra comunità semitiche e comunità grecofone di origine ellenistica. Diverse confessioni mwarqcristiane, mwaruislamiche nonché altre religioni identificano Melek Ṭāʾūs con mwaryLucifero o mwarcmwargShaytan (mwarkSatana).

Note

cite-note-iucn-11. mwasa(mwasemwasiEN) BirdLife International 2012, mwasmmwasqPavo cristatus, su mwasumwasyIUCN Red List of Threatened Species, Versione 2020.2, mwascIUCN, 2020.
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cite-note-77. mwavimwavmmwavqPavoni (mwavuPavo sp.), su mwavyagraria.org. mwavcURL consultato il 20 luglio 2012.
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cite-note-99. mwawuC.Fracanzani, mwawyAllevamento familiare degli animali da cortile, Bologna, EdAgricole, 1981.
cite-note-bisconti-1010. Fabrizio Bisconti, Lorenza De Maria Bisconti, mwaw4mwaw8Temi paleocristiani nei rilievi altomedievali altoadriatici: dagli animali simbolici all'immaginario zoomorfo, in mwaxaAntichità altoadriatiche, 1988, Editreg, Trieste (pp. 447-449).
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cite-note-1313. mwax4Cantharos = coppa per bere diffusa in ambito greco ed etrusco.
cite-note-1414. Marco Miosi, mwayimwaymStoria di un uccello immortale: il pavone e la "pavolatria", XXIIª parte
cite-note-1515. Dizionari dell'arte, mwaycLa natura e i suoi simboli, ed. Electa, 2011, p. 309.
cite-note-1616. mways mway0«C'è da osservare che il pavone perde le penne quando il primo albero perde le foglie. Successivamente gli rispuntano le piume quando gli alberi cominciano a mettere le foglie. [...] Poi nella resurrezione finale, quando tutti gli alberi, cioè i santi, incominceranno a sbocciare e verdeggiare, allora colui che ha rifiutato le penne delle cose temporali, riceverà le piume dell'immortalità» mway4(Sant'Antonio da Padova).
cite-note-1717. mwaziUgo di San Vittore mwazmDe bestiis et aliis rebus (I, 55)(1096-1141); Maria Grazia Blasio, Anna Morisi, Francesca Niutta, mwazqAtti del convegno di studi: Roma, 2-3-4 dicembre 2004, edito da Roma nel Rinascimento, 2006 (p. 314); Luigi Bevilacqua, mwazumwazyOltre il simbolo: il pavone e la fontana
cite-note-1818. Manlio Brusatin, mwazomwazsStile sobrio: Breve storia di un’utile virtù, Marsilio Editori, ISBN 9788831741033.
cite-note-1919. Luigi Bevilacqua, mwaaamwaaeOltre il simbolo: il pavone e la fontana
cite-note-2020. Pseudo Epifania, mwaauPhysiologus, XII.
cite-note-2121. Acerba, III volume
cite-note-2222. Maria Daniela Basile, mwaawmwaa0Il simbolismo del pavone: vanità, superbia e non solo.
cite-note-2323. mwabeDomenico V. Ripa Montesano, mwabiVademecum di Loggia, Roma, Edizione Gran Loggia Phoenix, 2009, mwabmISBNmwabq 978-88-905059-0-4.
cite-note-2424. mwabkFranco Cuomo, mwaboGli Ordini Cavallereschi, Roma, Newton & Compton Editori, 2004, mwabsISBNmwabw 88-8289-973-X.

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Collegamenti esterni

• citerefbritannica-com(EN) blue peacock, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefavibasePavo cristatus, su Avibase.
• citerefcatalogue-of-life(EN) Pavo cristatus, su Catalogue of Life.
• citerefgbif(EN) Pavo cristatus, su gbif.org, Global Biodiversity Information Facility.
• citerefitis(EN) Pavo cristatus, su ITIS.
• citerefiucn(EN, JA, FR, ES) Pavo cristatus, su Lista rossa IUCN.